Non credere che non penso anche a te, la mia anima ricorda per me, tu che sei stata preziosa quando facevi sempre qualcosa, sei stata la prima a corteggiarmi, usavi il tuo cuore mai le armi, non hai mai fatto vero sfoggio della tua bellezza, ti sei sempre approcciata con naturalezza, mi hai emozionato quando mi hai preso la mano, in quella stazione ci ho scritto pagine del mio diario, non una foto, ma avrei voluto farla, perché non è scontato incontrare un angelo con le ali da farfalla, avevi uno sguardo dolce e sensuale, che mi faceva venir voglia di amare, sei rimasta spontanea per tutto il tempo, sembravi come ti conoscessi da tanto tempo, il tuo imbarazzo mi creava imbarazzo, scusami se non ti ho messo a tuo agio ma ero in disagio, un disagio bello tratto dalla tua bellezza, anche la stazione sembrava impregnata della tua dolcezza. Poi sono andato via, pochi istanti per sentire la voce della mia nostalgia, ultimi sguardi da lontano, ha generato un ricordo malinconico, raro, come quando perdi qualcosa di prezioso, quando il destino ti dice che quel legame meritava un legame senza riposo. Ora talvolta ti vedo dentro un display, mi dici come stai Ray, io ti guardo e sto già bene, avrei voluto conoscerti da bimbo sopra le altalene. Dai fammi quel sorriso, quel tuo sguardo, lo merito anche io che nei ricordi ancora ti guardo.
Non credere che non penso anche a te, la mia anima ricorda per me.
E non credere che sono andato via facilmente, la tua essenza è davvero travolgente.
Ultimi sguardi da sopra quel ponte, chissà se pensavi che avevi lasciato le orme, le impronte, quelle emozioni che già sembravano pronte. Giuro che ti ho sentito sotto la mia pelle dentro le vene, nel mio cuore si è stampato un ti voglio bene.
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